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ITINERARIO 6:
OTRANTO
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| Comuni territorialmente
interessati: Otranto |
| Percorso: Km
45,9 |
| Difficoltà:
Media |
| Zone interessate:
Zona 3 |
| Pendenza: Media
2% - Massima 5% |
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Percorso Nord
Da Otranto ai Laghi Alimini
L'itinerario ha inizio dall'uscita nord della città di Otranto,
sulla S.S. n. 611 Otranto - S. Cataldo, procedendo lungo la
costa a nord della cittadina, che dalla Riviera degli Haethey
conduce ai Laghi Alimini e a Torre S.Andrea.
I laghi, due specchi di acqua salmastra, sono collegati tra
loro, e con il mare, in una zona bonificata e sistemata a pineta,
un tempo riserva di caccia della corte aragonese.
Il percorso si addentra in quella zona del Salento, dove la
campagna si mischia alla macchia mediterranea, e ad una delle
più belle coste adriatiche, dove la presenza di un turismo internazionale
è simbolo della suggestiva bellezza di questo mare.
Dopo poche centinaia di metri, costeggiando sul lato est gli
impianti sportivi comunali, ci immettiamo sulla Strada Santo
Stefano, che conduce al villaggio turistico Club Mediterranée,
uno dei più belli d'Italia, per il suo ranch panoramico posto
a picco sulla costa, per poi proseguire sulla vicinale Casino
Mongiò, immersa in un'intensa attività produttiva.
Se arriviamo nella prime ore della mattina, l'impatto con i
colori è fortissimo: la luce violenta del sole, insieme alla
quiete della campagna, anticipano un itinerario denso di emozioni.
Di fronte al Casino Mongiò, inizia una fitta pineta, e addentrandosi
tra strettissimi sentieri e irti cespugli, si arriva alla Baia
dei Turchi, una spiaggetta riservatissima, dove la linea
azzurra del mare si unisce agli intensi colori del cielo.
Lo scenario è esaltante, sembra di essere in una cartolina virtuale.
Proseguiamo sulla S.S. n.611, in direzione di Alimini; lungo
il sentiero, la costa è caratterizzata da meravigliose insenature
ed anfratti; la flora riveste una particolare specialità
ed i laghi rappresentano l'elemento più caratteristico dell'agro
otrantino.
Sul lato sinistro, continuando il percorso verso Nord, incontriamo
dapprima il lago d'acqua dolce Fontanelle, alimentato
da una sorgente sotterranea, e situato in una conca rocciosa.
Il lago, di acqua salmastra, è collegato con il lago Alimini
grande, attraverso il Canale de lu strittu.
Vicino ai laghi, è possibile ammirare i lunghi arenili di
finissima sabbia bianca, striata a tratti sulla battigia
dallo zolfo, ora larghissimi ora stretti, circondati da alte
dune e pinete.
Nei pressi dei laghi, si è fortemente sviluppata, negli ultimi
anni, un'intensa attività di agriturismo e ristorazione.
Proseguendo verso Nord, ci dirigiamo nella zona dei Villaggi:
Serra delle Alimini, con il Country Club, che offre un complesso
turistico altamente qualitativo (centro sportivo con piscine,
discoteca e ristorazione), il Villaggio Altair ed il conosciutissimo
Valtur, occupano solo una parte della lunga fascia di costa
che si unisce, percorrendo un lungo tratto, al Club Mediterranee.
Procedendo sempre in direzione nord, ci immettiamo sulla Vicinale
Frassanito, costeggiando il campeggio, e i numerosi centri agrituristici,
per immetterci nuovamente sulla S.S. n. 611, e raggiungere il
Villaggio Conca Specchiulla e la vicina Torre S. Andrea, che
costituisce il limite territoriale con il Comune di Melendugno.
L'itinerario prosegue verso sud-ovest, immettendoci sulla Vecchia
Vicinale per Borgagne, sino a raccordarci con la provinciale
per Cannole.
Pedalando per poche centinaia di metri, ci ritroviamo lungo
la riva occidentale del lago Alimini Grande, attraverso la vicinale
Pagliarone, dal nome dell'omononima Masseria Pagliarone.
E' questa la zona più alta sul lago Alimini Grande : è possibile
ammirare l'intera distesa del lago, la zona pinetata, mentre,
è prevista, in questo punto, la costruzione di un'area di sosta
e di ristoro. (Il tratto descritto è comune all'itinerario 5:
Alimini e dintorni).
Proseguendo verso Sud, costeggiando il lago e la pineta, ci
immettiamo sul canale "de lu strittu", per continuare l'itinerario
lungo il lago Fontanelle piccolo, sino a giungere alla Masseria
Muzza.
Da questo punto, continuando verso est, si raggiunge nuovamente
la S.S. n. 611, per poi lasciarla, dopo pochi metri sulla destra,
e congiungerci con la Vicinale Fabrizio, in direzione dell'agro
otrantino, e ritornare nuovamente al punto di partenza del percorso.
Percorso Sud
Da Otranto a Badisco
L'itinerario parte dal Comune di Otranto, uno dei borghi antichi
più suggestivi del Salento, ricco di storia, che nel 1480 subì
l'invasione dei turchi, e l'eccidio di 800 martiri.
Suggestiva è la visita nel piccolo centro storico, specialmente
nei tardi pomeriggi d'estate.
La stretta stradina, lastricata di pietra viva, che dalla porta
d'ingresso del borgo antico si innalza verso le mura, ospita
tantissimi negozietti che espongono, tra mille colori, terracotte
e i tipici prodotti locali.
Obbligatoria la visita al Castello, sede di mostre ed
eventi culturali, che animano le estati otrantine, e alla vicina
Cattedrale, con il rosone esterno riccamente decorato,
e il pavimento della Chiesa ricoperto da un grande mosaico,
dove tre alberi allegorici simboleggiano il corso della vita.
Partendo dall'incrocio di Via 800 Martiri con la via Madonna
del Passo, a sud della città, e percorrendo via Minerva, raggiungiamo
l'Ipogeo delle Memorie, sito nell'omonima valle, ricca
di testimonianze storiche, che si estende a nord e a ovest del
viadotto Minerva, separata da un perenne corso d'acqua, e ricca
di una lussureggiante vegetazione.
Appena arrivati, ci colpisce immediatamente la bellezza della
Torre Pinta, un torre colombaia cilindrica, simile, con
le sue merlature, ad una corona regale.
Un lungo cunicolo, scavato nella collinetta di Torre Pinta,
consente di accedere ad uno dei più straordinari e studiati
monumenti del territorio otrantino.
L'ipogeo, a croce latina, di particolare suggestione
per la presenza di numerose nicchie lungo i muri perimetrali,
risale all'era messapica, unico esemplare in Europa.
Al termine del corridoio d'ingresso, il vano circolare ha perso
la sua volta e sulle pareti è stata costruita una colombaia
a forma cilindrica.
L'Ipogeo fungeva da calendario solare, perchè la sua esposizione
al sole, proiettata da ponente a levante, permetteva l'illuminazione
del dromos, tale da orientare gli abitanti.
L'ipogeo, interpretato in età pre-cristiana, come ambiente adibito
al culto funerario, fu successivamente trasformato in luogo
liturgico, con l'avvento della Chiesa in età cristiana e, successivamente,
torre colombaia nel periodo borbonico.
Imboccando la via Renis e percorrendola sino all'incrocio con
il viadotto Minerva, ci immettiamo lungo la Vicinale S. Emiliano,
la vecchia via che congiungeva la Città di Otranto a Porto Badisco.
Inizia in questo punto, uno dei tratti più suggestivi del litorale
salentino.
Il panorama è fortemente suggestivo, soprattutto nel
tardo pomeriggio, e in lontananza, ritagliata nella costa, si
intravede la piccola baia delle Orte, che promette uno
dei bagni più belli ed invitanti che l'Adriatico salentino possa
offrire.
Proseguendo per circa 1 km, all'altezza della zona militare,
laddove il tratto di costa non lascia intravedere il mare, in
quel punto, uno strettissimo viottolo, permette di accedere
al Faro della Palacia, a strapiombo sul mare, il vecchio
faro abbandonato, che un tempo permetteva alle navi l'avvistamento
della costa.
E' emozionante riuscire a inerpicarsi su per la strettissima
scaletta, che porta in cima alla lanterna.
Dalla sommità del faro, la vista spazia sull'intera costa adriatica,
sino a toccare il punto in cui la linea del mare entra, impercettibile,
nella fascia Jonica.
Nelle vicinanze, prima di giungere al faro, sempre all'interno,
possiamo visitare una cava di bauxite, dal tipico colore
rossastro, con al centro un laghetto naturale.
Poi, la strada corre tortuosa lungo fitte distese di verde ed
un cielo azzurro cristallo, mentre, ogni tanto, una masseria
diroccata fa capolino oltre i campi coltivati.
Dalla litoranea S. Emiliano, in direzione sud, potremo raggiungere
la Masseria Monte Lauro, nei cui pressi visitare una
struttura agrituristica, dotata di aree di parcheggio e con
possibilità di noleggiare delle biciclette, per apprezzare appieno
i dintorni.
Riprendendo la S. Emiliano, si raggiunge la S.P. Otranto - Porto
Badisco, per poi immetterci, dopo un breve tratto di strada,
girando sulla destra, nella Vicinale Panareo, sino a raggiungere
l'omonima Masseria Panareo, oggi centro agrituristico.
Da lì, immettendoci sulla Via Palade, potremo ammirare il suggestivo
paesaggio roccioso, formato da rilevati e depressioni, punto,
questo, denominato località Canali, sino ad immetterci
sulla S.P. Uggiano - Porto Badisco.
Si raggiunge, così, Porto Badisco, un piccolo centro abitato
da pescatori, ma frequentatissimo, nel periodo estivo, da un
turismo internazionale.
La piccola convalle di Badisco, degradando verso il mare, forma
il suo porticciolo naturale.
Secondo la leggenda, Badisco è stata la prima sponda
adriatica toccata da Enea nel suo viaggio in Italia, e si pensa
che egli sia approdato proprio in quel porticciolo.
Alla bellezza paesaggistica, Badisco unisce il richiamo della
eccezionale Grotta dei Cervi, scoperta nel 1970 ed oggi
chiusa al pubblico, all'interno della quale vi sono svariati
pittogrammi, simbologie parietali dipinte a testimoniare l'impronta
della civiltà umana, nel trapasso dal Paleolitico Superiore
al Mesolitico e Neolitico.
Ma Badisco riserva una grande sorpresa per chi è amante dei
ricci di mare, pieni di aculei pungenti e ricchi di rosse
e gustosissime uova, da gustare accompagnati con pane casereccio,
pezzetti di formaggio e spezzati da un bicchiere di buon
vino.
Proseguendo verso nord, sulla S.P. Porto Badisco - Otranto,
riprendiamo il tracciato sulla litoranea per S. Emiliano, non
prima di aver volto lo sguardo verso la Torre di S. Emiliano,
un tempo torre d'avvistamento contro il turco invasore.
Poco prima della Torre, sempre visibile, la possibilità di imboccare
sulla destra una stretta carrareccia, per giungere alla Pineta
dei Cervi, dal nome dell'omonima grotta, dove poter sostare
per un picnic e riposare, immersi nel verde della splendida
costa.
Lasciando la litoranea ed immettendoci sulla Vicinale Ceppano,
potremo raggiungere l'omonima Masseria Fortificata (19),
costruita nel XVI secolo, un edificio a due piani con caditoie
e feritoie per la difesa, collegato all'esterno da una scala
munita, un tempo, di ponte levatoio, per impedire l'accesso
ai vani superiori della torre.
La Masseria, conserva ancora una tipica corte rurale ed un'interessante
cappella del XVI secolo.
Continuando verso nord, incontriamo la Masseria Creste, un interessante
complesso rurale situato sul promontorio di Capo d'Otranto che,
sul lato rivolto al mare, presenta un pregevole portico.
Immettendoci sulla Vicinale Nicola di Casole, si raggiunge l'Abbazia
di S. Nicola di Casole, oggi in rovina, un tempo rinomato
centro di studi ed importante luogo di raccolta, traduzioni
e trascrizioni di numerosissimi testi antichi, fulcro di contatti
diplomatici fra la Chiesa di Roma e l'Impero d'Oriente.
Riprendendo il percorso, giungiamo alla Masseria Monaci,
oggi ristrutturata in centro alberghiero e di ristorazione,
dalla cui posizione potremo ammirare il fantastico paesaggio
e le stupende insenature, che la costa ci offre in quel punto,
oltre a sostare per un rinomato pranzo a base di pesce freschissimo.
Poco più avanti, la Masseria delle Orte, risalente al
XVI secolo.
Volgendo lo sguardo verso nord, guardiamo la Torre del Serpe,
oggi simbolo civico di Otranto, un'antica costruzione, probabilmente
di epoca romana, ricostruita da Federico II di Svevia, con funzione
di faro e torre di avvistamento.
Un'antica leggenda narra di un serpente marino che, risalendone
i muri, beveva l'olio della lampada del faro.
L'itinerario scende, quindi, verso Otranto, incontrando, nell'ultimo
tratto, il Santuario di S. Maria dei Martiri, sul Colle
della Minerva.
La Chiesa, dedicata agli 800 martiri di Otranto, in ricordo
della loro testimonianza di fede nell'Agosto del 1480, sorge
proprio sul luogo del martirio, sulla sommità di una collinetta
che prese il nome di Colle della Minerva, e rappresenta il centro
che irradia la storia religiosa e civile di Otranto.
Lasciandoci alle spalle la Chiesa, facciamo ritorno nella Città
di Otranto, per terminare quest'interessante percorso, ricco
di storia, arte e natura. |
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